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Le Canzoni da Sonar di Giovanni Picchi
Ensemble Concerto Scirocco

Video presentazione del progetto discografico

Giovanni Picchi, autore Veneziano vissuto agli inizi del Seicento - davvero poco conosciuto rispetto ai suoi contemporanei - ci ha sorpresi per la sua grandissima personalità che traspare dalla sua vita, certo, ma che abbiamo ritrovato in ognuna delle sue 19 canzoni da sonar per ogni sorte di strumenti, edite a Venezia nel 1625 e presentate da Concerto Scirocco in questa registrazione.
Quando parliamo di Scuola Veneziana immaginiamo i cori spezzati, lo sviluppo della linea melodica tendenzialmente monodica accompagnata dal basso continuo, un certo uso delle regole armoniche a favore dell’emozione, della commozione, il muovere gli affetti. In Picchi abbiamo davvero ritrovato tutto questo, e senza compromessi. Una dopo l’altra, queste Canzoni si rivelano come un dipinto in musica, ricco di luci e ombre, di forza e di dolcezza, di mistero e di risolutezza.
Forse allievo di Giovanni Croce, Picchi fu organista nell’importante realtà musicale della Basilica dei Frari, qui a Venezia. L’incarico lo ottenne tra il 1594 e il 1596, e lo mantenne fino alla morte. Nel frattempo tentò di inserirsi anche in altre prestigiose realtà musicali veneziane dell’epoca. Indignatosi per non aver ottenuto il posto di organista alla Scuola Grande di San Rocco, dopo che gli venne preferito Grillo nel 1612, Picchi denunciò la poca trasparenza del concorso, obbligando la potentissima Scuola Grande a ripeterlo. Quando si svolse poi il secondo concorso, il Picchi non si presentò dichiarandosi soddisfatto per aver messo in difficoltà la Scuola Grande e questo è uno degli aneddoti che lo vedono protagonista nelle cronache dell’epoca e che ne mettono in risalto la personalità indubbiamente sanguigna.
Le Canzoni da Sonar sono anche un interessante compendio di strumentazione veneziana. Malgrado il sottotitolo “per ogni sorta di strumenti” vi sono infatti riportate le indicazioni ideali del compositore riguardo agli organici: violini, violoni, tromboni ma anche fagotto, cornetti, flauti e basso continuo che abbiamo diversificato con organo, cembalo e tiorba a seconda delle necessità.
Grandissima varietà e modernità, per un risultato pieno di colori e carattere, che ci descrive un grandissimo autore del primo barocco veneziano, tutto da riscoprire e celebrare.